Storia della medicina

La medicina a Roma: cosa c’è di nuovo, dottore? Questa impertinente questione è stata il tema principale della mostra sullo stesso tema tenutasi al Museo Romano di Nyon nel 2010, di cui una nuova versione, rielaborata e ampliata, è stata inaugurata al Museo Gallo-Romano di Lione il 4 ottobre 2011. Ci ricorda quante scoperte archeologiche sono state fatte negli ultimi anni. Il loro contributo alla storia della medicina antica è notevole.

Archeologia della medicina

Grazie all’archeologia, oggi possiamo comprendere meglio le conoscenze degli Antichi, come la straordinaria casa del chirurgo di Piazza Ferrari a Rimini, che ha consegnato lo strumentario più completo di un praticante del III secolo d.C..C. Tombe meno prestigiose, ma altrettanto notevoli, attestano l’esistenza di specialisti, come oftalmologi, medici donne, come il medico di Heidelberg, mentre i mobili di una tomba di Stanway, così come quella di Nîmes potrebbero appartenere ad un guaritore, combinando magia e arte medica. Ci sono stati molti attori nella pratica medica fin dall’era ellenistica in Egitto, accanto a soldati e gladiatori.

Sviluppo della tecnologia medicale

Lo sviluppo di nuove tecnologie permette anche di rinnovare le nostre conoscenze con, ad esempio, un chiarimento atteso sulla reale tossicità della ceramica contenente piombo, a differenza dei tubi di piombo, da tempo erroneamente accusati di essere responsabili dell’avvelenamento e del declino dell’Impero Romano. Grazie alla scoperta di un relitto, ora sappiamo anche che le pillole possono contenere verdure – cipolla, cavolo, porro…..
Che cosa può portare la medicina antica al XXI secolo? Al di là del suo esotismo, legato al suo modo di spiegare il funzionamento del corpo attraverso gli umori – sangue, flemma, bile gialla e bile nera – il cui squilibrio è responsabile di tutti i tipi di malattie – febbre, ascesso, tumore – questa medicina non è vecchia come sembra, per almeno due motivi: da un lato perché i principi della medicina ippocratica, stabiliti in Grecia nel V secolo a.C. -.C., appartengono al lungo termine: domineranno il pensiero occidentale almeno fino al XVIII secolo. D’altra parte, stiamo ora tornando ad alcuni dei suoi principi, come la preoccupazione di mantenere una buona salute attraverso una dieta equilibrata, rimedi derivati da piante e frutti. C’è anche, più in generale, il desiderio di trovare un corpo pensato nel suo insieme e il desiderio di beneficiare della medicina individualizzata. Il medico antico tratta sempre gli individui, collocati nel loro ambiente, nella loro storia familiare, con una filosofia del rapporto medico-paziente che è rilevante anche oggi. Il romano si aspettava che il suo medico fosse un medicus amicus amicus e sviluppò un rapporto personale, una garanzia dell’efficacia del suo trattamento, in un momento in cui le consultazioni non erano programmate dalle compagnie di assicurazione…..
Questo numero speciale ci porta sulle tracce archeologiche dell’attività di uomini e donne che hanno lavorato al meglio per alleviare la sofferenza, per cercare di salvare vite umane, entrambi molto consapevoli dei limiti della loro arte, posti sotto il patrocinio degli dei, in un’epoca senza anestesia, senza asepsi, senza antibiotici, ma con una straordinaria volontà e inventiva come dimostra la varietà e talvolta l’alto livello tecnico degli strumenti conservati. La società fa parte dello sviluppo dell’insegnamento e della ricerca sulla storia del corpo e della medicina in occasione del seminario di archeologia classica dell’Università di Friburgo. Un corpo umano che non è cambiato molto dall’antichità, e le cui piccole e grandi disgrazie ci legano agli Antichi, anche se i trattamenti e il modo di pensare sono stati trasformati.

Chirurgia plastica antica ?

La chirurgia plastica è stata praticata fin dalla notte dei tempi. Infatti, le ricerche hanno evidenziato il fatto che gli egiziani e gli indiani hanno già eseguito rinoplastiche intorno al 3000 a.C. Anche le orecchie o le labbra sono state modificate, anche utilizzando pezzi di pelle prelevati da altre parti del corpo.

La chirurgia ricostruttiva cosmetica risale all’epoca bizantina. Infatti, a partire dal I secolo d.C., in questa popolazione sono state effettuate operazioni di correzione delle palpebre. Tre secoli dopo sono state effettuate anche le operazioni di correzione del becco di lepre.

Tra i greci e i romani, la chirurgia estetica si sta evolvendo grazie alla loro profonda conoscenza della ricostituzione ossea e della circolazione sanguigna. Anche la loro conoscenza della salute dei tessuti del corpo è apprezzata e utilizzata.

In seguito, la Chiesa ha posto il veto all’uso del corpo umano. Infatti, le procedure di chirurgia estetica sono assimilate alla manipolazione umana.
La Prima Guerra Mondiale, una svolta nella storia della chirurgia estetica

La guerra del 1914-1918 ha lasciato milioni di feriti e mutilati. Questi soldati, gravemente colpiti da schegge o proiettili, erano chiamati “facce rotte”. Per rimanere in linea con il loro motto “Il diritto di apparire umano” o il diritto di avere un aspetto umano, i chirurghi stanno rapidamente evolvendo il concetto di chirurgia estetica. Questa evoluzione riguarda le condizioni operative, con particolare attenzione alle infezioni, alle emorragie e al dolore. Il chirurgo non agisce più da solo, è affiancato da anestesisti e persone incaricate di fornire supporto morale ai pazienti.
Dalla chirurgia puramente restaurativa al concetto di “bellezza a tutti i costi

Quando l’azione incentrata esclusivamente sulle “mascelle rotte” non ha più alcuna ragione di esistere, i chirurghi plastici concentrano la loro esperienza sul culto della bellezza. Questo ha portato nel 1952 alla fondazione della Società Francese di Chirurgia Plastica http://www.plasticiens.fr/. Il desiderio di apparire come stelle del cinema o di risplendere continuamente dalla gioventù spinge le donne a rivolgersi alla chirurgia. L’aumento del seno è una delle procedure più popolari, e all’epoca l’operazione consisteva nell’inserimento di impianti sintetici.
Chirurgia estetica oggi

La chirurgia estetica come fonte di giovinezza è un concetto che fa parte della comprensione comune fin dall’inizio del XX secolo. Nel XXI secolo, i pazienti chiedono anche la perfezione, cioè un corpo perfettamente dimensionato, a qualsiasi età. Dal 2000, il numero di pazienti è aumentato del 50% e questa forte tendenza al rialzo non sta per cambiare.

Sono in corso studi continui, in particolare nel settore della ricostruzione. Così, gli innesti parziali o completi sul viso e sulle mani sono stati eseguiti con successo.

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