Fare una belfaroplastica a Roma

Le correzioni più comuni sono le seguenti:
– Palpebre superiori pesanti e cadenti con una piega marcata
– Affettare le palpebre inferiori
– Grasse ernie, responsabili delle “tasche”.

Definizione
La “blefaroplastica” si riferisce alla chirurgia estetica delle palpebre che mira a rimuovere le deturpazioni esistenti, sia ereditarie che dovute all’età. Possono coinvolgere solo le due palpebre superiori o inferiori, o tutte e quattro le palpebre contemporaneamente.
Una blefaroplastica può essere eseguita da sola o in combinazione con un altro intervento di chirurgia estetica facciale (lifting della fronte, lifting temporale, lifting cervico-facciale), o anche con una terapia medico-chirurgica (laserbrasione, peeling, dermoabrasione). Queste procedure possono essere eseguite durante la stessa operazione o durante una seconda operazione.

Obiettivi
Una blefaroplastica si propone di correggere i segni dell’invecchiamento presenti sulle palpebre e di sostituire lo sguardo “stanco” degli occhi con un aspetto più riposato e rilassato.
I disagi più comuni sono i seguenti:

Palpebre superiori pesanti e cadenti, con un eccesso di pelle che forma una piega più o meno marcata.
Palpebre inferiori appassite e appassite, con piccole rughe orizzontali dovute alla distensione della pelle
Ernie grasse, responsabili di “borse sotto gli occhi” sulle palpebre inferiori o “gonfiori” sulle palpebre superiori.

Principi
L’intervento mira a correggere queste deturpazioni in modo duraturo, rimuovendo chirurgicamente l’eccesso di pelle e di muscoli e le sporgenze di grasso, senza, ovviamente, alterare le funzioni essenziali delle palpebre.
Va notato che possono essere presenti molte altre alterazioni, ma che il loro trattamento è possibile solo con tecniche più complesse di una semplice blefaroplastica classica o utilizzando procedure chirurgiche complementari. Questi includono fronte cascante e sopracciglia cadenti, “linee di cipiglio” tra le sopracciglia, “zampe di gallina” rughette agli angoli degli occhi, “occhiaie”, occhi “cavi”, occhi “tristi” con angoli degli occhi cadenti e piccole imperfezioni della superficie della pelle (cicatrici, macchie, ecc.).

La procedura, eseguita sia su donne che su uomini, viene comunemente eseguita a partire dai quarant’anni di età. Tuttavia, a volte viene eseguita molto prima, quando le perturbazioni sono costituzionali (fattori ereditari) e non legate all’età, come certe “tasche unte”.

Prima dell’operazione
Un esame seguito da un esame degli occhi e delle palpebre sarà stato effettuato dal chirurgo alla ricerca di anomalie che possano complicare l’operazione, o addirittura controindicarla.
Un esame oftalmologico specializzato sarà spesso richiesto in aggiunta per rilevare una possibile patologia oculare.
Viene effettuato un check-up pre-operatorio secondo le prescrizioni.
L’anestesista sarà consultato al più tardi 48 ore prima dell’operazione.
Nessun farmaco contenente aspirina deve essere assunto per 10 giorni prima dell’operazione.
A seconda del tipo di anestesia, può essere richiesto di digiunare (non mangiare o bere) per 6 ore prima dell’operazione.

Tipi di anestesia e di ricovero in ospedale

Tipi di anestesia
Sono possibili tre processi:

Pura anestesia locale, dove un analgesico viene iniettato localmente per garantire che le palpebre siano insensibili.
Anestesia locale completa con tranquillanti endovenosi (anestesia “di veglia”).
Anestesia generale convenzionale, durante la quale si dorme completamente.

La scelta tra queste diverse tecniche sarà il risultato di una discussione tra voi, il chirurgo e l’anestesista.

Modalità di ricovero
L’operazione può essere eseguita “ambulatorialmente”, cioè con la dimissione in giornata dopo alcune ore di controllo.
Tuttavia, in alcuni casi, può essere preferibile una breve degenza in ospedale. In questo caso, l’ammissione è al mattino (o a volte il giorno prima nel pomeriggio) e la dimissione è consentita il giorno successivo.

L’operazione
Incisioni della pelle

Palpebre superiori: sono nascoste nel solco situato a metà palpebra, tra la parte mobile e la parte fissa della palpebra.
Palpebre inferiori: sono posizionate da 1 a 2 mm sotto le ciglia e possono estendersi leggermente verso l’esterno.

La linea di queste incisioni corrisponde, naturalmente, alla posizione delle future cicatrici, che saranno quindi nascoste in pieghe naturali.
Nota: Per le palpebre inferiori, nel caso di “sacche” isolate (senza che sia necessario rimuovere l’eccesso di pelle), è possibile eseguire una blefaroplastica trans-congiuntivale, cioè utilizzando incisioni posizionate all’interno delle palpebre e quindi senza lasciare cicatrici visibili sulla pelle.

Resezioni
Da queste incisioni vengono rimosse le antiestetiche ernie grasse e vengono rimossi i muscoli e la pelle in eccesso che cedono. In questa fase si possono fare molti perfezionamenti tecnici, per adattarsi ad ogni caso e secondo le abitudini del chirurgo.
Suture
Sono realizzati con fili molto sottili, di solito non assorbibili (da rimuovere dopo qualche giorno).
A seconda del chirurgo, del numero di palpebre da operare, dell’entità dei miglioramenti da apportare e dell’eventuale necessità di ulteriori interventi, l’operazione può durare da mezz’ora a due ore.

Il periodo post-operatorio
Non c’è un vero dolore, ma forse qualche fastidio con una sensazione di tensione alle palpebre, una leggera irritazione degli occhi o qualche disturbo visivo.
I primi giorni si dovrebbe riposare il più possibile ed evitare qualsiasi sforzo violento.
Il periodo post-operatorio è essenzialmente caratterizzato dalla comparsa di edema (gonfiore) ed ecchimosi, la cui estensione e durata variano molto da un individuo all’altro.
Durante i primi giorni, a volte è impossibile chiudere completamente le palpebre o un leggero distacco dell’angolo esterno dell’occhio che non si adatta più perfettamente al globo. Non bisogna preoccuparsi di questi segni, che di solito sono rapidamente reversibili.
I punti vengono rimossi tra il 3° e il 6° giorno dopo l’operazione.
Gli stigmi dell’operazione diminuiranno gradualmente, permettendo il ritorno ad una normale vita socio-professionale dopo pochi giorni (da 6 a 20 giorni a seconda dell’entità delle conseguenze).
Le cicatrici possono rimanere un po’ rosate durante le prime settimane, ma il trucco è permesso rapidamente (di solito a partire dal 7° giorno).
Una leggera indurimento delle zone staccate può persistere per alcuni mesi, ma non è percepibile da chi vi sta intorno.

Il risultato è
Per valutare il risultato è necessario un periodo da 3 a 6 mesi. Questo è il tempo necessario perché i tessuti riacquistino la loro piena elasticità e perché le cicatrici si attenuino il più possibile.
Molto spesso l’operazione avrà permesso di correggere il rilassamento della pelle e di rimuovere le ernie grasse, correggendo così l’aspetto invecchiato e stanco degli occhi.
I risultati di una blefaroplastica sono generalmente tra i più duraturi della chirurgia estetica. La rimozione dei “sacchetti” è praticamente permanente e di solito non si verifica alcuna ricorrenza. La pelle, invece, continua a invecchiare e il lassismo che ne deriva può, a lungo andare, riprodurre la piega delle palpebre. Tuttavia, è raro che una nuova procedura venga presa in considerazione prima di circa 12 anni.

Le imperfezioni del risultato
Possono derivare da un’incomprensione su ciò che ci si può ragionevolmente aspettare. Si tratta di fronte cascante e sopracciglia cadenti che possono essere corrette solo con un sollevamento fronto-temporale.
Possono anche essere il risultato di reazioni tissutali inaspettate o di fenomeni cicatriziali insoliti. Alcune delle alterazioni (in particolare le linee sottili) possono persistere, l’occhio può essere un po’ troppo cavo (il bordo osseo della cavità oculare è visibile), le palpebre inferiori possono ritrarsi leggermente verso il basso, oppure possono essere rilevate una piccola asimmetria o cicatrici un po’ troppo “bianche”.
Queste imperfezioni possono essere corrette, se necessario, con un piccolo “ritocco”, che verrà eseguito per la maggior parte del tempo in semplice anestesia locale, a partire dal 6° mese dopo l’intervento iniziale.

Possibili complicazioni
Una blefaroplastica, anche se eseguita per motivi essenzialmente estetici, è comunque un vero e proprio intervento chirurgico che implica rischi legati a qualsiasi atto medico, per quanto minimo esso possa essere.
Occorre distinguere tra le complicanze legate all’anestesia e quelle legate all’intervento chirurgico.
Per quanto riguarda l’anestesia, durante il consulto il medico anestesista informerà il paziente stesso dei rischi dell’anestesia. È importante sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni a volte imprevedibili e più o meno facili da controllare: il fatto di ricorrere ad un anestesista perfettamente competente, praticando in un contesto chirurgico professionale, significa che i rischi incorsi sono diventati statisticamente quasi trascurabili.
Infatti, è importante sapere che le tecniche, i prodotti anestetici e i metodi di monitoraggio hanno fatto enormi progressi negli ultimi vent’anni, offrendo una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’operazione viene eseguita al di fuori del pronto soccorso e in una persona sana.
Per quanto riguarda l’intervento chirurgico: scegliendo un chirurgo plastico qualificato e competente, addestrato per questo tipo di intervento, si limitano il più possibile questi rischi, senza però eliminarli completamente.
Fortunatamente, le complicazioni reali sono rare dopo una blefaroplastica correttamente eseguita. In pratica, la stragrande maggioranza delle operazioni sono senza problemi e i pazienti sono pienamente soddisfatti dei risultati.
Tuttavia, nonostante la loro rarità, è necessario essere consapevoli delle possibili complicazioni:

Ematomi: il più delle volte non gravi, possono essere evacuati se sono troppo importanti.
Infezione: eccezionale durante una blefaroplastica, a parte qualche raro micro ascesso sviluppato su un punto e facilmente trattabile con piccole cure locali. Una semplice congiuntivite sarà evitata con la prescrizione sistematica di collirio per i primi giorni.
Anomalie nella guarigione: molto rare nelle palpebre dove la pelle è molto sottile e di solito guarisce quasi invisibilmente; tuttavia, può accadere che le cicatrici non siano così discrete come ci si aspetta a lungo termine.
Cisti epidermiche: possono apparire lungo le cicatrici ma spesso scompaiono spontaneamente. Altrimenti, sono facili da rimuovere senza compromettere la qualità del risultato finale.
Lesioni della superficie oculare: spesso accidentali, di solito non sono gravi e, se opportunamente trattate, regrediscono rapidamente e senza postumi.

Chemiosi (edema della congiuntiva che assume un aspetto gelatinoso): abbastanza rara dopo una semplice blefaroplastica, può richiedere da una a tre settimane per scomparire.
Disturbi della secrezione lacrimale: la lacrimazione persistente è più rara di una “sindrome dell’occhio secco”, che a volte scompensa un deficit lacrimale preesistente.
Ptosi (difficoltà ad aprire completamente la palpebra superiore): molto rara, tranne che oltre i 70 anni di età, dove una carenza preesistente può talvolta essere aumentata dall’operazione.
Lagofalmo (incapacità di chiudere completamente la palpebra superiore): possibile per i primi giorni dopo l’operazione, la sua persistenza oltre qualche settimana non dovrebbe essere riscontrata.
Ectropion (retrazione verso il basso della palpebra inferiore): la forma maggiore è estremamente rara durante una blefaroplastica correttamente eseguita. La forma minore (“occhio rotondo”) si presenta a volte su palpebre poco toniche e soggette a una prematura retrazione cicatriziale; di solito svanisce dopo alcune settimane di massaggio quotidiano per ammorbidire la palpebra.
Infine, nella letteratura scientifica internazionale sono stati riportati casi eccezionali di diplopia (visione doppia), glaucoma (ipertensione oculare) e persino cecità dopo blefaroplastica.

Alla fine, non dobbiamo sopravvalutare i rischi, ma semplicemente essere consapevoli che un’operazione chirurgica, anche apparentemente semplice, comporta sempre un certo grado di rischio.
L’impiego di un chirurgo plastico qualificato assicura che abbia la formazione e le competenze necessarie per evitare queste complicazioni o per trattarle efficacemente se si verificano.

Site Web : https://ilchirurgoestetico.com/chirurgia-del-viso/blefaroplastica/

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